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I MISTERI DELLA GIUNGLA NERA

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Salgari, Emilio 29 occorrenze

I MISTERI DELLA GIUNGLA NERA

finito con quell'arme. - Fu adunque Manciadi ad assassinarlo? - Sì, padrone, lui! - Ah! sciagurato! - Ma non assassinerà altri, te lo dico io. La mia

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qualche cosa. Una commozione dolorosa scompose i suoi lineamenti, ma fu rapida come un lampo. Tornò a guardare il punto nero. Era di già assai ingrandito

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-mastro la yole fu calata. - Cosa vuoi fare? - chiese dipoi. - Aspettare qui la fregata e poi salire a bordo. - Ed io? - Tu andrai a nasconderti nel canale

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sguardo smarrito. Vide Tremal-Naik che si contorceva per terra emettendo sorde imprecazioni. In un baleno gli fu vicino. - Vivo! ... - esclamò

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attenzione, riconobbe in lui il bengalese Manciadi. - Oh! ... - esclamò egli con orrore. Aghur! L'indiano fu lesto ad accorrere alla chiamata del compagno

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ergevasi un palo, a cui fu legato lo strangolatore. Bhârata vi pose accanto tre o quattro spilli lunghi e colla punta acutissima. - Chi veglierà

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, portando con loro le armi. Il segnale della partenza fu dato nel momento che il sole sorgeva dietro il bosco dei borassi, illuminando d'un sol colpo la

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mastro-cannoniere. -Kâlì! ... Kâlì ... - urlarono i thugs. Era il grido di guerra degli strangolatori e fu appoggiato da una tremenda grandinata di palle

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, - o tutto è perduto. La giornata trascorse senza che qualche cosa di nuovo accadesse. A mezzodì e al tramonto fu portata al prigioniero un'ampia

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ricordi tu, la notte che mia figlia fu rapita? - Come fosse ieri. Era la notte del 24 agosto 1853. Negapatnan fu sempre alla testa di tutte le imprese

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tentino un assalto? Le tavole del corridoio gemevano, segno certo che qualcuno camminava. Poco dopo fu bussato all'uscio. - Chi vive? chiese Tremal-Naik

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quanto il suo passo fosse silenzioso, fu avvertito da quell'uomo il quale s'alzò bruscamente. - Bhârata! - esclamò Tremal-Naik. - Ah! ... Puntò

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sosteneva la lampada. Tremal-Naik per quanto aguzzasse gli occhi non fu però capace di distinguere ciò che fosse. Per ogni precauzione impugnò le pistole

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. Stette lì qualche tempo, poi riguadagnò il giaciglio del padrone. Sua prima cura fu quella di strappare quanta erba poté e nascondere totalmente il

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. Era di già mezz'ora che navigavano, quando il silenzio fu rotto dal ramsinga, che si fece udire sulla riva destra, ma così vicino, da sospettare che

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da temere che avesse la febbre - Quella visione mi fu fatale, - ripigliò Tremal-Naik, con rabbia.- Da quella sera si operò in me uno strano

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ricordo d'aver assaggiata la limonata, ma trovandola troppo amara la versai a terra. Dio mi aveva ispirato di non berla. - E fu la vostra salvezza, capitano

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destra una pistola. - No, padrone, ma il fuoco fu certamente acceso per vedere chi va o viene. Stiamo in guardia; il ramsinga ha segnalato qualche cosa

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sbarravagli il passo. L'urto fu così forte, che cadde pesantemente a terra trascinando seco Ada. Si rialzò prontamente tenendo sempre stretta fra le braccia

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' rimbombare l'hulok sospeso alla porta della capanna e più volte bruciò una carica di polvere. Il silenzio che regnava nelle pianure del sud non fu rotto

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barcollò, portò le mani al petto e cadde di peso fra le erbe. Kammamuri gli fu sopra colla seconda pistola. - Dov'è Tremal-Naik? - gli chiese. Lo

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erano ancora trascorsi tre minuti che s'udirono i bambù aprirsi violentemente e fra le tenebre fu scorto uno di quegli uomini. col laccio nella destra

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di lui, segno evidente che nessuno trovavasi nella pagoda. Una cosa che lo colpì fu una corda abbastanza grossa, formata d'un vegetale lucente e

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esso fu distrutto dalle acque del Nerbudda, che rosero una parte dell'isola su cui cresce. Il banian sotto il quale i due indiani stavano per passare

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! - gridò Tremal-Naik, raccogliendo un'altra carabina. Gli fu risposto con una scarica generale. Le palle scrosciarono sui fianchi della baleniera. Un

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? - chiese Aghur. Un gemito fu la risposta che ottenne. Non vi era da esitare, quel naufrago si trovava agli estremi e poteva da un momento all'altro

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doveva salire il rogo e Kammamuri morire tra i serpenti. Suyodhana fu quello che si oppose. Negapatnan era caduto in mano degli inglesi e bisognava

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una specie di lancia tesa orizzontalmente all'altezza del suo petto. Si provò a tirar a sé, ma resistette; tentò di torcerla ma non fu capace. Tremal

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questa Kâlì? Io l'ho udito ancora questo nome. - Sì, l'hai udito la notte che cadesti sotto il pugnale di Suyodhana. Ah! ... ah!.. che bel colpo fu

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